
377 3087583 - 3382415918 - 3388505712
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Buscemi. Quartiere medievale. Cortile in cui sono ubicate la "Casa del Bracciante" e la "Bottega del calderaio"

Palazzolo Acreide. Mulino ad acqua "Santa Lucia"


BUSCEMI
Natale nel paese museo
16/11/2025 - 6/1/2026
L’iniziativa, legata all’evento della sacra nascita, vuole essere un racconto, una rappresentazione, e cioè una “ri-produzione di eventi avvenuti altrove” e in un tempo altro, e come tale suscettibile di accogliere sinergie tra memoria e presente, mantenendo l’autenticità della tradizione. Il tutto avviene in un particolare percorso etnografico, Ecomuseo “I luoghi del lavoro contadino e dei mestieri”, che, incastonato in un insieme architettonico e paesaggistico suggestivo, si presenta già di per sé come un presepe costruito dal tempo.
L’Ecomuseo è un percorso intercomunale, Buscemi e Palazzolo Acreide (mulino ad acqua “Santa Lucia”), che conduce per mano il visitatore, in un tempo lento, alla scoperta di autentiche testimonianze della cultura popolare iblea e, nel caso in specie, del tempo festivo legato al Natale. Tutto è a misura d’uomo, le piccole di casa di pietra, i ricoveri poveri del bracciantato siciliano, le svettanti chiese barocche, i ruderi e le abitazioni rupestri della vecchia storia locale, gli sguardi panoramici che , oltre la vista della valle dell'Anapo, consentono di raggiungere, tra cielo e mare, gli orizzonti del territorio ragusano.
L’obiettivo della proposta museografica e culturale non è solo di suscitare inevitabili e positive interazioni sentimentali ed emotive, ma anche, sostanzialmente, favorire conoscenze, recuperare valori, saperi, stimolare occasioni di confronti, riflessioni, progetti di riappropriazione votati a sostenere azioni futuribili identitarie in un contesto sociale globalizzato e sempre più globalizzante, tenendo sempre teso il filo tra tradizione, presente e proiezioni future.
Il tempo che caratterizzava e connotava la dimensione festiva, da qualche decennio ha perso i contorni, si sono sbiaditi, e in molti casi annullati, simboli, rappresentazioni, figurazioni, gesti, ritualità, arte, gastronomia, che erano propri e lo distinguevano nettamente dal tempo feriale, fagocitati da un consumismo omologante, asservito ad una logica finalizzata al profitto a tutti i costi. Si è dato un colpo di spugna ad un linguaggio di comunicazione proprio del tempo festivo, che indicava che era festa e soprattutto quella festa.
In un contesto unico, considerato un esempio museografico particolare in Europa, puntando su una visione diacronica, particolare rilievo viene dato a una documentazione ampia e articolata dell’arte presepiale in Sicilia: la ceroplastica, presepi di legno, di culmi di grano, di terracotta, di terracotta e stoffa, cartapesta e materiale vario, dando spazio, nello stesso tempo, alle tendenze del tempo presente, e quindi anche presepi interattivi con la documentazione visiva.
Un evento raccontato, inoltre, con il supporto della documentazione visiva, foto e documentari, con musica e canti della tradizione, dolci e pani rituali della festa negli Iblei.
Rosario Acquaviva
Direttore scientifico
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